Anaizit il ” garzone di bottega”  che usa la fotografia e – a volte – anche le parole, per scrutare il mondo  e l’animo umano, e che ancora tanto deve imparare. Porta dentro fin da piccola “ un  fuoco” mai spento, alimentato costantemente  dalle migliaia di libri letti, dalla passione per i viaggi in luoghi inesplorati e da persone e situazioni che solo attraverso i racconti e le immagini dei fotoreporter – in particolare le donne: come Dorothea Lange, Tina Modotti, Gerda Taro, Letizia Battaglia, Mary Ellen Mark – in giro per il mondo ha avuto modo di conoscere. Avrebbe voluto intraprendere e – senza ombra dubbio – la strada del fotogiornalismo. Riempire lo zaino di attrezzature fotografiche e partire. Ma la vita a un certo punto l’ha fermata ipotecandole i sogni e il futuro. Pensa però che la passione, anche se sopita dalle responsabilità, continui a circolare come il sangue nelle vene, mantenendo viva e accesa la fiammella dell’emozione dello scatto, del fermo immagine, di quel momento magico che solo la macchina fotografica, come un prezioso quaderno degli appunti, può dare.

Fotografa sempre con l’anima, il tuo corpo e i tuoi occhi sono solo strumenti per eseguire i suoi ordini.

( Anaizit per Book Pusher 2018 – Giulio Perrone Editore) 

La vita fa dei giochi strani.

Riprendo a fotografare partendo proprio da un momento di grande dolore, dallo stesso dolore che mi aveva fermato, il dolore che ti spacca la schiena in due e dal quale non sai se riuscirai a sollevarti. Da quel dolore però, in un caldissimo giorno dell’agosto del 2017, nel riordinare il mio personale e privato archivio fotografico è emersa dai ricordi una foto di mia madre malata di Alzheimer e, con la prepotenza che solo quell’immagine poteva darmi, ho deciso di esorcizzare il dolore: prendere la macchina fotografica e fotografare il dolore stesso, raccontando con gli occhi delle donne l’universo femminile che si esprime attraverso lo sguardo. Ne è nato un percorso di scatti che narrano storie di forza e fragilità, dolore, gioia e sofferenza. Un caleidoscopio di colori che dal rosa sfuma nel nero e viceversa, composto di sentimenti contrastanti che si intrecciano e si affacciano sul mondo con grazia e delicatezza. Ho rappresentato al femminile donne della cultura e dello sport, ho accostato volti che dipingono la disabilità, la gioventù e l’anzianità, la maternità, la forza e la sofferenza, nonché la lotta per l’uguaglianza, in numerosi contesti. Ogni volto, ogni donna ripresa in questi scatti è portatrice della propria bellezza, unica e particolare, come solo gli sguardi delle Donne possono dare, e che io infinitamente ringrazio per avermi dato la forza di vivere un nuovo “inizio”. 

La mostra fotografica “SGUARDI DI DONNA” è stata inaugurata a Bologna presso il Complesso Monumentale del Baraccano il 25 novembre 2017 giornata internazionale contro la violenza sulle donne.


1 commento

  1. Francesca Mezzadri dice:

    ….In character, in manner, in style, in all things, the supreme excellence is simplicity…”
    Henry Wadsworth Longfellow

    Nello scatto fotografico tutto nasce dal gesto, da ciò che sta tra la mano, il braccio, il corpo: la macchima fotografica. Le persone,le cose, gli oggetti, la natura nella loro banale affermazione, sono il punto di partenza per giungere alla realtà che desideriamo.
    Nella perfezione dell’ immagine traspare tutta l’ immaginazione, personale lettura ed esperienza dell’ artista. La fotografia di Anaizit riempie quella piccola ma incomparabile distanza tra l’ evento, il luogo, la persona reale, così come la vediamo e il desiderio che ci appare di esso, traducibile in qualcosa di molto lieve ma moltiplicabile in altre visioni della realtà.
    Francesca Mezzadri

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